14/07/2008

Alex Wolf & La Storia del Panettone pt1

 

                                         19 Novembre 1494

 

Era ormai novembre inoltrato e, come al solito, stavo percorrendo ad ampie falcate le stanze del grande castello milanese che ospitava il mio signore: Lodovico Mauro Sforza, detto “il Moro”.

Erano ormai anni che collaboravo con l’uomo che aveva reso Milano il ducato più bello e potente della penisola italiana, ma non riuscivo ancora a credere in tanta buona sorte. Io, Giacomo degli Atellani, di buona famiglia ma non certo nobile, che da bambino tutti chiamavano Giacometto disprezzandomi per la mia scarsa prestanza fisica, ora trattavo alla pari il migliore dei figli del grande Francesco Sforza. Quando entrai nella sua stanza lo trovai, come al solito, appollaiato sul suo piccolo e grazioso trono. La barba, nera come la pece, era incolta ed i capelli corvini solitamente ben pettinati erano in disordine; segno evidente della tensione che attraversava l’animo del duca.

Sembrava invecchiato di 10 anni.

Era da tempo infatti che aveva dei contrasti con il nipote, Gian Galeazzo, per la legittima sovranità del ducato di Milano. Ora, grazie anche alla mia astuzia, era riuscito ad esiliarlo a Lodi ma temeva una nuova rivolta guidata dal giovane.

 

“Duca!” esclamai con un tono talmente deciso che l’uomo si svegliò subito dal torpore dei suoi pensieri “E’ arrivato un messaggio da Lodi”:

“Presto,dammelo!” fu la sua pronta risposta e, non appena ebbe in mano la missiva, i suoi occhi scuri iniziarono a muoversi sulla lettera che aveva in mano come danzando tra le numerose lettere scritte su di essa.

Non appena ebbe finito di leggere mi guardò con gli occhi e brillavano e disse con voce tremante per l’emozione “Giacomo, finalmente è finita!”

“Che cosa?” risposi prodigo io

“La guerra contro l’usurpatore del regno,mio nipote Gian Galeazzo è morto ieri a Lodi, probabilmente avvelenato. Ora sono l’unico e legittimo Duca di Milano”.

“Duca di Milano” pensai, capo di un ducato di grandissima importanza, che trattava praticamente alla pari con Venezia, con il regno di Napoli e con quello francese; il pensiero di essere stato una pedina importante nella crescita del regno mi riempiva d’orgoglio ed il fatto che ora su questo ducato regnava il suo legittimo sovrano mi rendeva felicissimo.

“Giacomo!” la voce del duca mi tolse dal mondo dei sogni per riportarmi in quello reale “Per ringraziarti di ciò che hai fatto per me ho intenzione di donarti la mia villa davanti alla chiesa di Santa Maria delle Grazie”

“Ma duca non…”, con un gesto perentorio della mano interruppe la mia frase, “E’ molto meno di quello che ti meriti e lo sai..”  disse e sorridendo mi porse il plico con il contratto di proprietà della villa.

10/07/2008

Alex Wolf & La Storia del Panettone Intro

                   ALEX WOLF &               

                              LA STORIA DEL PANETTONE

                                         

                                              10 luglio 2008          

 

Salve a tutti, mi chiamo Alex e sono un giovane giornalista inglese che per diversi anni ha vissuto in Italia studiando le abitudini e le leggende di questo straordinario paese che è allo stesso tempo materialista e sognatore, strano ma misteriosamente affascinante. Durante il mio soggiorno italiano spesso mi sono divertito ad indagare sulle leggende di questo paese ed ho sempre avuto ottimi risultati. Solo un enigma continuava a sfidare la mia intelligenza; la leggenda sulla nascita del panettone. Ogni anno questo dolce compare sulle tavole ai primi di dicembre per poi scomparire a fine gennaio, le industrie dolciarie che lo producono hanno un fatturato altissimo e la maggior parte degli italiani lo adora. Io, un po’ per la mia curiosità un po’per la mia attrazione verso le leggende,  mi sono sempre chiesto come fosse nato.

Per scoprire le origini di questo fantastico dolce avevo scandagliato l’Italia intera ma, ogni volta che credevo di aver trovato una pista degna di nota, mi ritrovavo sempre al punto di partenza.

Avevo ormai abbandonato le mie ricerche quando mi capitò in mano un documento, datato 1497, in cui si parlava di un nuovo dolce apparso a Milano in quegli anni.

Il panettone.

 

Iniziai subito una meticolosa ricerca sui documenti di quel tempo in modo da avere qualche nome o qualche riferimento che mi permettesse di giungere alla verità, ma non trovai niente. Ero ad un passo dal risultato ma non avevo idea di dove muovermi per trovarlo. Inoltre il mio umore era sensibilmente peggiorato per via della lettera del mio capo che mi ordinava di recarmi in Francia per documentare le nuove scoperte archeologiche alla corte di Carlo VII. Nonostante le mie veementi proteste il direttore fu irremovibile; dovevo smettere di investigare su fatti che non interessavano a nessuno e iniziare a lavorare seriamente. Pena il licenziamento

Quello che però non sapevo era che “nulla accade per caso”.

 

Stavo infatti scrutando le foto di alcuni documenti appena scoperti quando mi balzò all’occhio un’intestazione ad una lettera – Milano, 10 Maggio 1497 – “Oh cazzo!” pensai “è lo stesso anno del documento in cui si parlava del panettone, e anche il luogo è lo stesso!”

Iniziai quindi a leggere avidamente le parole scritte su quella missiva e quando rialzai la testa dal documento i miei occhi brillavano di una luce vittoriosa.

In essa Carlo VII comunicava alla regina di Francia la grande bontà di un nuovo dolce che aveva provato in casa di un nobile del tempo, tale Giacomo degli Atellani.

Seguiva la ricetta dell’alimento, la stessa ricetta oggi usata per fare il panettone.

Vedendomi entrare in camera sua con negli occhi una luce trionfale la mia fidanzata mi chiese “Alex, è successo qualcosa?” “Giacomo degli Atellani” gli dissi “Segnati questo nome”. Poi corsi a chiamare il mio capo in modo da farmi sostituire da qualcuno e iniziai a preparare le valigie E la ricerca ripartì.

Quando arrivai a Milano non ci misi molto a raccogliere informazioni su questo Giacomo.

Era infatti un personaggio abbastanza in vista alla corte di Lodovico il Moro ed era famosissimo per il lusso delle feste che organizzava. Con ampio margine di sicurezza riuscii a identificare casa sua e, grazie ad un amico, a rintracciarne il proprietario. Era un noto imprenditore milanese tanto ricco quanto odiato dagli altri, Enrico Galbiati.

Decisi di andare a trovarlo per chiedere se, casualmente, non avesse dei documenti redatti dai vecchi proprietari della villa.

 

Quando entrai nella biblioteca mi si mozzò il fiato in gola, era sconfinata. Enormi scaffali colmi di libri spuntavano ovunque, non avevo mai visto una cosa simile.

Mi indirizzai con decisione verso lo scaffale con su quei codici che sembravano più antichi e, dopo un estenuante ricerca, riuscii a trovare ciò che tanto avevo agognato.

C’era infatti un libricino del mio uomo, Giacomo degli Atellani con il quale voleva comunicare ai posteri l’importanza che avevano avuto gli Atellani nell’invenzione di un dolce che, ne sembrava sicuro, sarebbe entrato nella tradizione milanese.

Dopo aver letto con attenzione tutto il racconto ebbi le conferme che cercavo. Avevo scoperto la vera storia del panettone!

La riporto qui come l’ho trovata, mi sembra la scelta migliore, sperando che a voi possa piacere come è piaciuta a me.

                                                              

                                                                                              Alex Wolf